IX Convegno annuale Isenro - Esperienze
La nona edizione del Convegno annuale Isenrò si terrà a Gorizia, tra dall'1 e al 3 giugno 2007.
La partecipazione al Convegno fa parte del persorso formativo offerto agli allievi della Scuola Triennale e costituisce l'evento annuale più importante per la vita associativa di Isenro.
Il tema di questo convegno sarà: Esperienze. Intendendo le esperienze terapeutiche e non, che possono maggiormente caratterizzare la consapevolezza dei terapeuti Isenrò. Fine che la nostra Associazione Scuola ha perseguito sin dalla sua costituzione.
Nuova la formula. I lavori del Convegno alterneranno momenti didattici in aula ad attività all'aperto, incluse alcune esperienze per le quali si prevedono piccole escursioni locali, con spostamenti organizzati.
Pur essendo un evento specificatamente rivolto agli allievi della Scuola Triennale e ai Naturopati iscritti a Isenro, si prevede anche quest'anno di far partecipare ai lavori didattici del Convegno un certo numero chiuso di "ospiti" (apassionati o studiosi delle terapie naturali).
Gli interessati potranno prenotare entro il 28 maggio 2007 la loro partecipazione, inoltrando una e-mail all'indirizzo isenro@email.it o telefonando al numero 340 2914048. Agli stessi casella email e numero telefonico si potranno chiedere anche maggiori informazioni e dettagli.
L'accettazione della richiesta offrirà inoltre ai partecipanti esterni la possibilità di ottenere consulenze e dimostrazioni gratuite da parte degli
esperti presenti al Convegno.
Perché partecipare a ESPERIENZE, il Convegno di Isenrò?
Per scoprire se ancora abbiamo la capacità di adattarci e di operare efficacemente in un’ampia gamma di situazioni o con persone/gruppi diversi, di comprendere ed apprezzare i punti di vista differenti dai propri, di tollerare incertezza ed ambiguità.Che si manifestano quando la persona:
- Si mostra attenta e capace di cogliere i segnali deboli per un cambiamento necessario
- E’ disponibile a rivedere le proprie posizioni ed a cambiare i piani/azioni
- Riconosce il “nuovo” come opportunità
- Considera ed accetta l’imprevisto
- Si mostra disponibile a sperimentare
- Valorizza gli elementi positivi del cambiamento
- Applica in modo flessibile le regole o le procedure assegnate o definite inizialmente.
"Silenzio: Il cammino non è per parlare, ma per ascoltare. Per ascoltare te, il creato che ci circonda, Dio. Con chiunque tu sia in compagnia ascolta il silenzio.”
Tratto da un pieghevole degli Amici del Cammino di Santiago di Compostela
GIOVEDI
POMERIGGIO: Esami
VENERDI
MATTINA:
Naturopata: Giancarlo Parpinelli
Cenni sul TAI JI QUAN un'arte tradizionale cinese chiamata anche "ginnastica della lunga vita". La traduzione esatta è "lotta con le ombre" e ci farà comprendere che si tratta di un combattimento contro un nemico immaginario.
Esperienza esterna al Parco Della REMUDA in riva al fiume Isonzo.
Nel corso degli esercizi il corpo si muove disegnando nello spazio delle figure senza compiere movimenti repentini, ma in continua armonia tra di loro senza sforzi muscolari, con movenze lente e calibrate, dove la respirazione ne determina l'ampiezza e il ritmo. In Cina questo tipo di ginnastica è inserito nei programmi di prevenzione,valido sia per adulti che per i bambini.
Naturopati: Sergio Nanut, Teddy Trevisan, Ferruccio Bigatton
Tecnico Reflessologo: Alessandro Di Bert
La tecnica Bioenergetica (Alexander Lowen) come esperienza sul corpo per liberare i muscoli, concentrare la mente per favorire l'ascolto del corpo ed aumentare la consapevolezza complessiva.
Cadono le tensioni muscolari croniche (corazza muscolare) e si riattivano i processi energetici che portano a stimolare e liberare la forza vitale.
VENERDI
POMERIGGIO: Eventuale completamento Esami
SERA: Lavoro esperenziale
“L’indio, dopo secoli di viaggi a piedi, sa che una camminata è, oltre che un mezzo per arrivare da qualche parte, il mezzo per essere dove si è.”
Victor Sanchez da “Gli insegnamenti di don Carlos”
Naturopati: Sergio Nanut, Teddy Trevisan, Ferruccio Bigatton
Tecnico Reflessologo: Alessandro Di Bert
IL CAMMINO: Diverse modi di camminare per ottimizzare gli schemi corporei, per muoverci e "metterci in cammino".
Riprogrammazione dei movimenti primitivi per affinare i circuiti cerebrali che ottimizzano la comunicazione tra i due emisferi cerebrali.
L'attività muscolare è legata all'attività cognitiva, ristimolare, quindi, la parte muscolare per ottimizzare la gestione tempo, spazio e le attività neurologiche anche "archetipali".
Rimpossessarsi del potenziale contenuto nel nostro patrimonio genetico aumentando la qualità e la quantità delle informazioni.
Per fare tutto ciò utilizzeremo la vista nelle Esperienze con l'Arte del Vedere:
- Senza focalizzazione (percepire a 180° senza coinvolgimento)
- Al buio (ritrovare lo spazio, il tempo e la relazione con noi stessi)
- Senza vista (consapevolezza tridimensionale e fiducia nell'altro)
- A ritroso occhi aperti (Il vostro tempo, lo spazio la consapevolezza e la sicurezza in voi stessi messi alla prova con "l'intento del non fare e del non agire").
“Ero uscito solo per fare una passeggiata ma alla fine decisi di restare fuori fino al tramonto, perché mi resi conto che l'andar fuori era, in verità, un andare dentro.”
John Muir da “La mia prima estate sulla Sierra“
Le Breton definisce il camminare un’attività antropologica per eccellenza. “L’esperienza della marcia decentra da sé e ripristina il mondo, inscrivendo l’uomo nei limiti che lo richiamano alla sua fragilità ed alla sua forza. Stimola continuamente nell’uomo il desiderio di comprendere, di individuare il suo posto nella trama del mondo, di interrogarsi su ciò che stabilisce il legame con gli altri”.
Forse è proprio perché camminare è un’attività così innata ed antica che possiede tutta una gamma di connotazioni metaforiche tra le quali scegliere per costruire attorno ad esse percorsi formativi ad hoc:
- la camminata come obiettivo/meta da raggiungere (il futuro, ciò a cui si va incontro)
- la camminata come allontanamento dal passato (ciò che si lascia)
- la camminata come processo con l’attenzione al qui ed ora
- la camminata come viaggio dentro se stessi
- la camminata come blocco emotivo da superare, abbattimento di limiti e pensieri negativi (es. la camminata notturna)
- la camminata come ritrovamento di valori (ciò che è veramente importante, ciò che è prioritario).
A chi cammina non si muovono solo gli astratti pensieri del cervello, ma si mettono in movimento carne e sangue, così le sapienze inconsce depositate negli organi possono mobilizzarsi, montare in alto e riaffiorare nella coscienza.
Mechthild Scheffer da “Le piante per la psiche”
Chi cammina esplora lo spazio in lungo e in largo ma compie lo stesso percorso anche attraverso il suo corpo che assume le dimensioni di un continente la cui conoscenza è sempre in divenire. Il corpo di chi cammina partecipa con tutte le sue fibre al pulsare del mondo, tocca la terra o i sassi, le sue mani accarezzano la scorza degli alberi o si rinfrescano nei ruscelli, fa il bagno negli stagni o nei laghi, si lascia penetrare dagli odori. Ode le grida degli uccelli, il fremito dei boschi, gli scoppi dei temporali. Conosce le piaghe, la pioggia gli bagna i vestiti, gli infradicia le provviste e riempie di fango i sentieri. Il freddo rallenta la sua marcia e il caldo gli incolla i vestiti sulla pelle mentre il sudore gli cola sulla fronte.
“Quando i piedi non vogliono più portarti, si cammina sulla testa”. Fuori di metafora l’atteggiamento verso i disagi prodotti da una camminata ed il modo di gestirli ci riporta al modo di leggere ed affrontare gli aspetti “negativi” di una qualsiasi esperienza della nostra vita!
"La pressione del piede mio sulla terra ne fa sgorgare mille affetti che si beffano d’ogni sforzo che compio per descriverli”
Walt Whitman da “Foglie d’erba”.
SABATO:
Trasferimento da Gorizia verso Cividale del Friuli durante il percorso si farà una sosta per una nuova esperienza della camminata.
Riprenderemo poi verso le pendici del Monte Matajur: Pranzo in un agriturismo e alle 14 andremo a POLAVA presso il Cian Ciub Ciö Ling sotto la guida di S.S. il XIV Dalai Lama Fondato ed ispirato da G. Yesce Tobden.
Il Venerabile Ghesce Lobsang Pendhe farà con noi una meditazione e successivamente, poiché il 2 giugno è una data molto importante e favorevole per il Buddismo, officerà l'iniziazione al Budda della Medicina.
SERA: Lavoro esperenziale
DOMENICA:
Lavoro esperenziale
Pranzo di Gala con consegna dei Diplomi 2007
LOGISTICA
Si consiglia abbigliamento sportivo o informale.
Pernottamenti.
PRESSO LA SEDE ISENRO' materassini e sacchi a pelo (personali), Euro 190
PRESSO B&B n° 5 posti dal Venerdi al Sabato, Euro 240
I PRIMI COMMENTI AL CONVEGNO 2007
"L'esperienza del CAMMINO come fonte di vita, ascoltando con il corpo
ciò che la natura ci propone con la sola certezza della fiducia in chi
ci guida"
Camminare può essere una delle cose più semplici che noi attuiamo
durante la giornata: ma nessuno calcola cosa può scatenare il CAMMINO!
Affrontare un'esperienza come l'abbiamo vissuta durante questi tre
giorni è una cosa grandiosa.
Ho scoperto che come dice il Venerabile buddista incontrato durante il
convegno, le cose più semplici e facili sono quelle che meno attuiamo.
Durante questi incontri ho potuto comprendere quanto sia bello contare
su altre persone e avere fiducia nel prossimo.
Grazie all'energia sprigionata dagli esercizi di Bioenergetica, alla
consapevolezza del mio corpo e del mio spazio datomi dalle tecniche di
Tai Ji Quan, ho potuto liberare la mente ed avviarmi verso un NUOVO
CAMMINO, senza avere paura di affrontare nuovi percorsi con nuove
persone.
Ho imparato a quietare le mie emozioni e paure, concentrandomi ed
ascoltando il mondo che mi circonda.
Oggi so di essermi arricchito nello Spirito!
Grazie Isenrò: CONTA SU DI ME COME IO CONTO SU DI TE!
Fabio Scavo
Reflessioni dal Convegno ISENRO’2007
Dal “DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA” che non è un’opinione
“Esperienza”: la conoscenza sensibile, non solo quella offertaci immediatamente dai sensi, ma anche quella rielaborata e strutturata attraverso la riflessione ed il controllo dell’esperimento..
“Esperimento”: ciò che si fa per accertarsi della qualità della persona o di una cosa; nel linguaggio scientifico, riproduzione di un fenomeno naturale fatta a scopo di studio; esperienza deliberatamente cercata e prodotta per la verifica di un’ipotesi.
Sarebbe limitativo fermarsi a quanto sopra scritto per dire che in esso sia contenuta l’essenza dei quattro giorni passati insieme, ma lo spazio non sarebbe mai sufficiente per esprimere ogni singola emozione.
Come si potrebbe non accennare alle camminate a piedi nudi di sera nelle valli isontine dove persino i grossi cinghiali non osarono disturbare le nostre carezze sull’erba?e poi la visita al monaco buddista dove perpetua regna l’ospitalità ed il sorriso?ed il rilassamento guidato della nobile arte del Tai Chi Chuan fatto in gruppo in mezzo al prato circondati dal verde?e l’umanità delle suore che accolgono bambini disagiatied i loro occhi
Questa del quadro è solo una breve bozza che ancora sa di fresco colore.
Esserci è stato molto importante.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito ancora una volta a farci sentire parte unica di un’unica grande cosa: la Natura, la Vita e le sue infinite meraviglie.
(anonimo Trevisano)
E' grazie ad un'ESPERIENZA che ho iniziato il mio CAMMINO in Isenrò,
uno di quei momenti in cui devi riuscire a liberare la mente e
semplicemente avere fiducia.
Un momento che sicuramente non dimenticherò mai, come questi tre
giorni, perchè hanno lasciato un segno.
Sono una persona che ha bisogno di tempo prima di potersi fidare degli
altri ed il doversi lasciare andare camminando in luoghi non conosciuti
ad occhi chiusi non è stato facile, ma è stata una bellissima
esperienza.
Liberare la mente ed aprirla totalmente solo alle sensazioni avendo
fiducia di chi ti sta di fronte ti fa scoprire come nei momenti di
difficoltà ti può essere d'aiuto.
Nella prima camminata fatta la sera al buio con gli occhi aperti mi
sono sentita abbastanza tranquilla perchè sia la persona davanti che
quella dietro mi davano fiducia: avrei avuto infatti paura di starmene
in fondo con nessuno dietro.
Riuscire a liberare la mente ed il corpo non è semplice ma di grande
aiuto sono stati gli esercizi di Bioenergetica, che sono serviti a
liberare il corpo da tensioni e contratture varie e grazie ai movimenti
armonici del Tai Ji Quan a lavorare sulla respirazione e prepararci
meglio all'ascolto e alla percezione.
La sensazione provata quando cammini senza scarpe ad occhi chiusi è
forte perchè non sai cosa ti aspetta e solo nei momenti in cui riuscivo
veramente a liberare la testa e lasciarmi andare alla percezione di ciò
che mi stava attorno, mi accorgevo di sentirmi più sicura e a stare
perfettamente al passo con il gruppo.
Gruppo che per la prima volta ho sentito veramente UNITO.
In due momenti mi sembrava di non riuscire a farcela più e se avessi
seguito solo quello che la mia mente mi ripeteva sarei uscita da quella
casa famiglia e mi sarei staccata dal cerchio che avevamo creato in un
momento di unione.
Le esperienze che in questi tre giorni ho vissuto hanno fatto
riaffiorare in me sensazioni ed emozioni passate che pensavo di avere
rimosso; e come in un vortice è tornato quel "nodo allo stomaco" che
faccio fatica a superare e nello stesso tempo mi crea un sentimento di
rabbia. Rabbia di trovarmi ancora lì ... di fronte al mio "mostro".
Le battaglie però servono a farci diventare più forti e anche se
questa settimana è stata veramente dura sono sicura che anche
quest'esperienza era necessaria per continuare il percorso.
I MOMENTI CRITICI SONO DIFFICILI DA SUPERARE MA SOLO L'UNIONE CI DA LA FORZA CHE SERVE PER CONTINUARE IL CAMMINO!!!
Clara Zanchi
Il convegno è stato molto bello, all'inizio il programma non mi aveva
entusiasmato ma mi sono ricreduta in fretta..
Il tai ji mi ha lasciato tutto il giorno con la mente libera e leggera, e
la bioenergetica mi è piaciuta tantissimo e anche nei giorni successivi mi
sono sentita energica , infatti tuttora continuo a fare gli esercizi(quelli che ricordo)..
La giornata di sabato è stata particolarmente toccante e le parole del lama
Geshellah (come si scriverà?) mi sono risuonate nella mente per parecchi giorni
dopo l'incontro (ricordatevi di mandarci il mantra!) mi ha colpito molto l'ospitalità
e la gentilezza di Plinio e di sua moglie, e mi ha fatto anche pensare alle persone
che tratto poco cortesemente ogni tanto(per esasperazione), mi hanno ricordato
che ognuno ha bisogno di attenzione e di essere consideratoe in fin dei conti
un sorriso non costa nulla , almeno è stato su questo che ho riflettuto
nei giorni successivi..
Di tutte le camminate fatte al parco ho prediletto quella a occhi chiusi
giudata dalla voce, perche oltre che stimolare gli altri sensi, ha fatto
emergere una sensazione di fiducia..
Infine voglio aggiungere che mi ha fatto molto piacere conoscere i ragazzi
della scuola di bergamo e mi sono trovata bene con loro..
grazie a tutti e a presto
Alice
Parlare del convegno?
E'una cosa Molto difficile.
Come si fa a parlare di una esperienza che arriva
furtivamente alle tue spalle,
come un ladro nella notte, ti bastona e sparisce
prima ancora che tu te ne renda conto?
Cosi e stato il convegno.
Non c'e stato tempo per riflettere, razionalizzare
un'avventura che non si sa come,
invece di rubarti qualcosa, ti riempie di conoscenza.
Ti costringe a sentire col cuore, ad imparare ciò
che non si può apprendere in nessun testo del mondo
perchè fa parte del vivere e non del pensare.
Parlare di un'ESPERIENZA non è possibile,
si finisce per sminuirla, banalizzarla,
un'esperienza VA VISSUTA...
Alessandro Di Bert
“ABBANDONARE OGNI SCHEMA ED OGNI PREGIUDIZIO”..guardare con l’occhio interiore..
Dove ha inizio la nostra storia e quale è la meta?
Questa domanda mi frulla nella testa dalla fine del convegno.
Certo difficile è affrontare il silenzio, trovarsi di fronte alle proprie paure
per arrivare finalmente a riscoprire se stessi;
Il Tai Ji Quan ci ha aiutato: la “lotta con le ombre”.
Quella notte nel buio del Parco della Remuda ho sentito “Tiziana”
al di là dell’involucro chiamato corpo dove è stata messa.
“Lasciare libera la mente” ripeteva la voce guida, e più la razio cessava
e più ciò che stava intorno era in perfetta armonia, tutto si svolgeva
come in una trama perfetta.
Io diventavo un tutt’uno con gli altri e con la natura intorno fino
a scoprirmi gatto, tigre, leone e liberarmi in volo ballando con la luna.
Qual’è la vera realtà? .............Cosa siamo veramente?
Sono stata messa persino alla guida del gruppo, probabilmente non a caso
(perché niente succede per caso) data la mia predisposizione a contare solo
su me stessa. Invece che stupore e che orgoglio sentire che tutti erano con me
e io ero per tutti: collaborare con gli altri richiede un’armonia in grado
di generare idee, ispirazioni ed un impulso per la crescita e l’azione.
Se tutto ciò si combina nel modo giusto i risultati assomigliano ad
un fuoco che si alimenta da solo.
Unirsi a qualcuno senza perdere la propria personalità: qualunque cosa
si possa ottenere da un’unione bisogna ricordare che ognuno CAMMINA
con i propri piedi e che la verità e le ricompense finali del viaggio
andranno sempre affrontate individualmente.
In poche ore ho scoperto persone che in mesi di frequentazione non avevo
realmente conosciuto: persone eccezionali ognuno con qualcosa da dare.
In questo il Venerabile Ghesce Lobsang Pendhe è stato chiaro: “per tutto ciò
che avete dovete dire grazie a qualcun altro”.
Mi è tornata alla mente una frase “Quando beviamo l’acqua ricordiamoci
della fonte”, nel senso che mentre beviamo pensiamo alla fonte da cui proviene
e a tutti gli sforzi che ci hanno reso possibile accostare le labbra a quel bicchiere.
Il Venerabile ha detto cose semplici: pratica e impegno costante, ogni azione
ha il suo effetto, rispetto per i genitori, dove c’è amore non ci può essere
rabbia, ecc..; tanto semplici che troppo spesso vengono date per scontate,
vengono banalizzate, parole già sentite dai genitori, da maestri di vita come Ferruccio.
Questo significa che la possibilità di raggiungere la consapevolezza,
l’illuminazione spirituale non è riservata a pochi ma è in ugual modo alla portata di tutti.
Tutti gli insegnamenti, tutti i credo sembrano ritrovarsi e portare ad un unico Punto,
a quel tornare a Madre Natura Perfetta e a tutte le sue energie (Soffi).
Adorare non significa mostrare deferenza nei riguardi di un dio, si tratta di sviluppare
qualità divine in noi stessi: ogni forma di idolatria nega la libertà.
“Solo nell’amore a due si trova la vera libertà, la libertà del cuore e dell’anima”
e capisci che poi l’amore universale alla fine non è così diverso
LA VITA E’ UN’INFINITA CONTINUAZIONE
Grazie a tutti i miei compagni di viaggio
Tiziana
